Incidenti stradali in Italia 2025: Report ACI-ISTAT

Da un lato, il numero vittime sotto la quota psicologica dei 3.000, dall’altro, l’aumento dei sinistri totali e la preoccupante vulnerabilità di pedoni e ciclisti.

Per la prima volta dal 2021, il bilancio delle vittime della strada in Italia torna ad attestarsi sotto la soglia psicologica dei 3.000 morti. 
È quanto emerge dal nuovo Report ACI-ISTAT sugli incidenti stradali nelle 107 province italiane, pubblicato il 15 ottobre 2026 con i dati consuntivi del 2025.

Tuttavia, il Report evidenzia un evidente paradosso. Da un lato, registriamo una flessione sensibile e incoraggiante dei decessi, che scendono a 2.868 vittime (-5,3% rispetto all’anno precedente). 

Dall’altro, assistiamo a un incremento del numero totale dei sinistri con lesioni a persone, che arrivano a 177.207 (+2,2% rispetto al 2024) e causano 237.822 feriti (+1,7%). Tradotto in cifre quotidiane, le nostre strade sono teatro ogni giorno di una media di 485 incidenti, 7,9 morti e 652 feriti. 

“Sono risultati – ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa – che dimostrano come l’impegno per la sicurezza stradale possa fare la differenza e, soprattutto, salvare vite umane. Dobbiamo proseguire con determinazione su questa strada, rafforzando gli investimenti nella prevenzione e nell’educazione delle nuove generazioni. Perché la sicurezza stradale non è soltanto una questione di controlli, sanzioni e tecnologia. È, prima di tutto, una questione di cultura, di rispetto e di civiltà. Rispettare le regole significa rispettare la vita. La propria e quella degli altri”.

L’analisi provinciale sul territorio rivela un’Italia a velocità differenti. Rispetto al 2019 (hanno scelto come riferimento per l’obiettivo 2030 di riduzione del 50% del numero di vittime e feriti gravi), 57 province su 107 hanno registrato una diminuzione dei decessi, 9 sono risultate stabili e 41 hanno evidenziato un incremento.
In Italia, nel 2025, la riduzione delle vittime rispetto al 2019 è ancora contenuta e pari al 9,6%.  

Sono 7 le province virtuose che hanno già centrato con cinque anni di anticipo il dimezzamento dei morti sulle strade rispetto al 2019: Prato, Fermo, Crotone, Vercelli, Vibo Valentia, Isernia e Siena. All’opposto, le 3 province che si sono allontanate di più dal target europeo con i maggiori incrementi percentuali di vittime dal 2019 sono Aosta, Oristano e Barletta-Andria-Trani. 

Analizzando le variazioni in valori assoluti tra il 2024 e il 2025, i cali più marcati si registrano a Treviso (-29 morti), Perugia (-26) e Napoli (-20). A livello regionale, i miglioramenti più netti sono in Puglia (-51 decessi), Lombardia (-36) e Umbria (-26). 

Al contrario, i maggiori incrementi si rilevano a Torino (+17 morti), Macerata (+14) e Catania (+10). Tra le regioni, gli aumenti più consistenti riguardano Piemonte (+27), Marche (+13) e Liguria (+8). A livello regionale, la Sicilia registra la criticità più marcata con il maggior aumento di vittime rispetto al 2019 (+33 morti), guidata dal dato di Palermo (+20). 

Per quanto riguarda l’Indice di Mortalità (numero di decessi ogni 1.000 incidenti), a fronte di una media nazionale di 16,2, la mappa italiana rivela una forte spaccatura. In 8 province gli incidenti sono statisticamente meno letali con l’indice di mortalità inferiore a 10: Prato, Fermo, Milano, Monza e Brianza, Genova, Imperia, Rimini e Varese. 

In 12 province l’indice è superiore a 32,4, il doppio della media. Le tre situazioni più gravi si registrano a Nuoro (52,8), Sud Sardegna (51,7) e Benevento (50,2). 

Infine, il focus sulla mobilità sostenibile e vulnerabile mostra forti differenze tra chi si sposta a piedi e chi utilizza veicoli leggeri. I decessi tra i pedoni scendono a 419 (-10,9% rispetto al 2024). La provincia di Roma registra il numero assoluto più alto di pedoni deceduti (48), ma segna un drastico calo percentuale (-26,2%). Seguono Milano con 18 morti (-21,7%), Torino con 16 (+6,7%) e Napoli con 15 (-37,5%). 

Le morti tra i ciclisti, invece salgono a 228 vittime (+23,2%). All’interno di questa categoria, le biciclette tradizionali registrano un incremento del 20% e le biciclette elettriche del 50% con 30 decessi. Crescono anche le vittime su monopattino elettrico (25 morti, +8,7%). 

A livello geografico, le vittime tra i ciclisti si concentrano a Roma (14 morti, a fronte dei 3 del 2024), Modena (9) e Latina (8).
Per quanto riguarda i monopattini, le province più colpite sono Roma e Torino (3 decessi ciascuna), seguite da Milano, Caltanissetta e Messina (2 ciascuna). 

Di AM

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