Mercato auto italiano di luglio: +3,9 le immatricolazioni
123.184 autovetture registrate, rispetto alle 118.561 iscrizioni registrate nello stesso mese dello scorso anno. +8,9% nel periodo gennaio-luglio, ma la distanza con il 2019 è ancora alta.

Nel mese di luglio, ha comunicato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono state immatricolate 123.184 autovetture, con un aumento di 4.623 unità rispetto alle 118.561 iscrizioni registrate nello stesso mese dello scorso anno, pari ad una variazione percentuale positiva del 3,90%.
Contestualmente, come da certificazioni rilasciate dagli Uffici della Motorizzazione, lo scorso mese, vi sono stati 519.064 trasferimenti di proprietà a fronte dei 510.989 passaggi registrati nello stesso mese dello scorso anno, con un aumento percentuale dell’1,58%.
Nel complesso il volume globale delle vendite mensili si è attestato a 642.248 unità di cui il 19,18% vetture nuove e l’80,82% vetture di seconda mano ad ulteriore dimostrazione del maggior interesse dell’usato da parte dei consumatori che continua a prevalere sul nuovo.
Se si guarda ai volumi delle immatricolazioni da gennaio (dai UNRAE), nei primi sette mesi dell’anno si sono raggiunte 1.060.175 unità, segnando una crescita dell’8,9% rispetto alle 973.471 vetture registrate nello stesso torno di tempo riferito al 2025.
Tuttavia, come abbiamo imparato in questi ultimi anni, il confronto più attendibile va fatto con l’ultimo anno precedente la pandemia e la crisi automotive da questa innescata; in questo caso il confronto è nettamente negativo rispetto all’analogo periodo con un divario del 14,3%.
Nonostante, dunque, l’ottava crescita consecutiva registrata nel mercato auto italiano dallo scorso anno e che certifica segnali di recupero, è chiaro che lo stesso ha ancora parecchia strada da fare per tornare ai “fasti” di appena 7 anni fa.
Il risultato di luglio, secondo gli analisti, è frutto dell’onda lunga della domanda sostenuta dagli incentivi (tuttavia esauriti) e “da un quadro macroeconomico migliore delle previsioni della vigilia, ci induce a rivedere al rialzo le stime per l’intero 2026”, come ha dichiarato Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE.
Con queste cifre, ha proseguito: “Prevediamo che il mercato delle autovetture possa chiudere l’anno a 1.610.000 immatricolazioni, rispetto alla stima di 1.530.000 elaborata a fine aprile, con un incremento del 5,5% rispetto al 2025 e un recupero di oltre 84.000 unità”.
Sul risultato di luglio puntuale anche il commento di Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA che ha sottolineato: “un ridimensionamento della quota di vetture BEV immatricolate nel mese, che si attesta al 5,9% del mercato contro il 10,2% a giugno 2026”.
Tale flessione, peraltro attesa proprio per la conclusione degli incentivi all’acquisto dei veicoli elettrici, conferma una volta di più, secondo il Presidente Vavassori, che: “se si intende accelerare l’elettrificazione del parco veicolistico italiano rispetto a una dinamica naturale assai più lenta e progressiva, gli incentivi rimangono uno strumento essenziale”.
Sul fronte delle alimentazioni (dati UNRAE), lo scorso mese le auto a benzina hanno contratto la loro share perdendo 4,1 punti percentuali e scendendo al 19,0% di quota (19,6% nel cumulato, -6,1 p.p.). Le immatricolazioni di auto alimentate a diesel proseguono la loro discesa lasciando sul terreno 3,1 punti percentuali di quota nel mese e retrocedendo al 6,4% in luglio e al 6,8% nel cumulato.
Le immatricolazioni di auto a GPL sono cresciute di appena un decimo di punto di quota, al 10,6%, ma, nel cumulato da inizio anno sono calate di -2,3 p.p scendendo al 6,9% di share.
Nel frattempo, il mercato auto nazionale ha visto un recupero mensile di 3 punti per il segmento delle ibride (47,5% di quota a luglio e 49,5% nei primi 7 mesi), con un 17,1% per le “full” hybrid e 30,4% per le “mild” hybrid.
Le auto elettriche a batteria hanno chiuso il mese scorso al 5,9% di share salendo di un punto rispetto a luglio 2025 e arrivando all’8,1% nel cumulato da gennaio.
Le immatricolazioni di auto elettriche ibride plug-in sono salite al 10,5% rispetto al 7,5% di un anno fa e anche nel cumulato da gennaio si è registrato un aumento di +3,6 p.p che ha portato la quota a 9,2%.








