Parco veicolare italiano: lento a rinnovarsi e poco ecologico.

La fotografia del parco veicolare nazionale nell’Autoritratto 2020 dell’ACI: nell’ultimo decennio l’auto è sempre meno attrattiva per i più giovani.

È una fotografia in chiaroscuro quella dell’Autoritratto 2020; rappresentazione numerica del parco veicolare nazionale che l’ACIAutomobil Club d’Italia ha pubblicato la scorsa settimana sul proprio sito con lo scopo di fornire le dovute informazioni a quanti, per motivi di studio o di lavoro, abbiano necessità di osservarne andamento e caratteristiche su base regionale e che risulta di particolare interesse per varie considerazioni di tipo economico, ambientale e sociale.

Ebbene il quadro riferito allo scorso anno dipinge un parco auto troppo vecchio, ove la penetrazione dei nuovi veicoli elettrici, per quanto stia vivendo una impennata rispetto al decennio precedente, stenta a sfondare rispetto al totale circolante; un parco auto, inoltre, troppo poco performante dal punto ecologico.

Il tutto in un contesto sociale che vede sempre più aumentare l’età dei possessori d’auto, mentre la fascia dei più giovani (sotto i 25 anni) va in direzione opposta mostrando un deciso declino rispetto al decennio precedente.
Ma vediamo insieme quale dato fra quelli più interessanti emersi dallo Studio.

Lo scorso anno il parco veicolare del Paese ha contato 52 milioni e mezzo di unità, in buona parte rappresentate da autovetture (più di 39 milioni e mezzo).
L’andamento della consistenza nel decennio 2011-2020 ha visto una crescita del 7,2% con la categoria dei motocicli in testa (+9,5%); seguita dalle autovetture (+ 7%), mentre gli autobus hanno subìto una diminuzione (-0,5%) ed i veicoli industriali sono incrementati del 6,3%.
L’anno della pandemia non ha visto variare di molto la consistenza del parco rispetto al 2019 (+ 9,7%).

Tuttavia un fatto interessante emerge se si osservano i dati relativi al parco veicolare per la categoria auto riferita alle diverse fasce d’età. Il mito dell’auto fra i più giovani (sotto i 25 anni) sembra aver perso parecchio fascino nell’ultimo decennio: se nel 2011 ancora il rapporto fra i giovani possessori auto era 1 a 5 (20,8%), nel 2020 è sceso a 1 a 8 (12,2%), con un calo del 41,3%.

Le cause di tale disaffezione sono da ricercarsi, secondo l’ACI, nei costi di gestione dell’auto (lo scorso anno la spesa media si è attestata sui 260 € al mese), ma anche nel diffondersi di nuove forme di mobilità così come della condivisione anche di mezzi alternativi (biciclette e monopattini).

Per contro, è cresciuto nel decennio il totale dei possessori auto nella fascia adulta (51 – 60 anni), passando da 93,98% del 2011 al 101,13% dello scorso anno (+7,6%).
Analoga crescita si è riscontrata nelle fasce successive della popolazione: in quella 61-70 anni, dal 77,28 al 92,92% (+20,2%), mentre negli “over 70” si è assistito ad una crescita del 38,3% (dal 46,03% del 2011 al 63,67% del 2020).

Ma quello dell’anzianità non è solo un aspetto legato ai possessori-guidatori: infatti il nostro è fra i più vecchi parchi auto circolanti d’Europa (con tutto quel che ne consegue in termini di emissioni e di inquinamento).
Il 9,6% del totale, pari a circa 3.800.000 auto ha più di 28 anni di età, ovvero è stata immatricolata prima del 1993, per la maggior parte Euro 0! Una situazione più pesante nelle regioni del Sud: Campania (18,1%), Calabria (15,7%) e Sicilia (14,1%).

Guardando alle diverse alimentazioni salta all’occhio il notevole incremento delle auto elettriche (elettriche a batteria, ibrido benzina, ibrido gasolio) rispetto al 2019 di quasi il 67%, seppure, lo scorso anno, il segmento sia ancora in una posizione marginale del mercato (0,1%).

Considerando l’insieme delle auto più ecologiche (GPL, metano, elettriche e ibride), questo, nel 2020, ha rappresentato circa il 10,7% del totale del parco autovetture (contro il 9,8% dell’anno precedente e con una crescita del 73% nell’ultimo decennio).
M
arche (21,3%) ed Emilia-Romagna (20,4%) sono le regioni con la percentuale più elevata di autovetture ecologiche rispetto al proprio parco autovetture complessivo), seguite da Umbria (15,6%) e Veneto (13,3%).
Ma, in termini assoluti, è l’Emilia-Romagna la regione con il maggior numero di autovetture con alimentazione ecologica (quasi 600.000 unità), seguita dalla Lombardia (576.000) e dalla Campania (447.000).

Lo scorso anno le prime iscrizioni di veicoli nuovi sono diminuite del 23,4% rispetto al 2019 attestandosi a poco più di 1.800.000 unità, mentre le autovetture iscritte nel 2020 hanno registrato una diminuzione del 26,2% rispetto all’anno precedente. Un andamento particolarmente evidente nelle alimentazioni tradizionali, benzina (-34,2%) e gasolio (-37,8%), rispetto alle alimentazioni ibride ed elettriche spinte dagli incentivi.

Guardando alle autovetture nuove di fabbrica iscritte l’incidenza delle alimentazioni ha visto in testa la benzina 40,7%; con picco in Lombardia (51,7%), seguito dalla Liguria (48,2%) e dalla Sardegna (47,2%); seguita dal diesel 33,8% con picco in Trentino (56%), seguito dalla Valle D’Aosta (52,8%) e dalla Calabria (45,1%).

Uno sguardo sul mercato dell’usato, invece, ha mostrato, lo scorso anno, quasi 6 milioni di formalità, di cui il 79% ha riguardato le autovetture. I trasferimenti al netto delle minivolture sono stati poco più di 3 milioni e mezzo, di cui il 74% autovetture.

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