Crisi energetica globale, ma le vendite di auto elettriche crescono nei principali mercati

I dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia al termine del secondo trimestre 2026 mostrano crescite in Australia, Europa e Corea a fronte di cali registrati in Cina e negli USA.

 

Il primo semestre del 2026, per il mercato globale delle auto elettriche mostra segnali inequivocabili: pur in un contesto di crisi energetica diffusa, le vendite degli EV sono aumentate, anche a ritmi “vertiginosi” in diversi mercati-chiave come Australia, Europa, Corea e altri Paesi, in parte andando a compensare la diminuzione della domanda che, parallelamente, si è verificata in Cina e nel mercato USA.

Lo ha reso noto il recente rapporto: “Il mercato delle auto elettriche in un periodo di incertezza” realizzato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia che si basa sull’ampia analisi contenuta nel precedente Global EV Outlook 2026 pubblicato a maggio dalla stessa IEA  (ne avevamo parlato in questo articolo) e che esamina i dati più recenti sui mercati automobilistici relativi al primo semestre del 2026. 

Ebbene, di primo acchito, il rapporto palesa un apparente paradosso: pur in un quadro difficile di crisi energetica scaturita dalla guerra in Medio Oriente, che ha rimesso al centro degli investitori e non solo le preoccupazioni legati all’andamento imprevedibile dei prezzi del petrolio e dei carburanti derivati, le vendite di auto elettriche sono aumentate in alcuni mercati fondamentali.

Del resto occorre considerare, ricordano dall’IEA che i veicoli stradali rappresentano quasi la metà del consumo globale di petrolio; questo rende il settore molto esposto rispetto alla fluttuazione dei prezzi dei carburanti e alle interruzioni delle forniture. 

Non solo, il bisogno di carburanti di origine fossile è, chiaramente obbligante per importazioni di petrolio da parte di diversi Paesi che, guarda caso, si riforniscono dal Medio Oriente.

Ma torniamo ai dati. Questi evidenziano una contrazione globale delle vendite di auto di circa il 5% su base annua proprio a causa delle diminuzioni verificatesi nei due principali mercati, Cina e Usa, appunto, a causa degli aumenti del prezzo dei carburanti di origine fossile e dei cambiamenti nelle politiche governative. 

Tale dinamica è rimbalzata anche nel segmento delle auto elettriche che, infatti, sono diminuite nel primo trimestre dell’anno, salvo riprendere quota nel secondo trimestre con un balzo del +35% rispetto al periodo gennaio-marzo.

In specie, il rapporto palesa “vendite record” nel secondo trimestre in ben 50 Paesi. Nei mercati di Australia, Brasile, India, Corea e Vietnam le vendite sono praticamente raddoppiate tra marzo e giugno rispetto allo stesso periodo del 2025 e, nel complesso, oltre 90 Paesi hanno registrato una crescita su base annua delle vendite di auto elettriche durante la prima metà del 2026.

A partire da questi numeri e in considerazione di nuove misure e sostegni specifici nei mercati di Europa, America Latina e Sud-est asiatico, gli analisti dell’IEA prevedono che le vendite di auto elettriche raggiungeranno il 29% delle vendite totali di auto a livello mondiale nel 2026. Si tratta di una crescita di un punto percentuale in più rispetto a quanto previsto nel Global EV Outlook 2026 uscito appena tre mesi fa.

La previsione si basa sulla considerazione che, proprio la crisi energetica ha spinto i decisori politici e gli industriali verso gli EV in un contesto di profondo cambiamento dell’industria automotive globale.

Ma vi sono anche questioni di mercato da considerare. Secondo il rapporto, per la prima volta in questo decennio è prevista una stagnazione delle vendite di auto elettriche in Cina rispetto all’anno precedente e questo peserà sulle vendite globali, tuttavia, un ulteriore aumento delle vendite a livello globale è ancora possibile.

Va considerato che nel primo semestre 2026 le esportazioni di auto elettriche dalla Cina hanno quasi raggiunto il totale dell’intero 2025; ma le osservazioni dell’IEA stimano che solo circa due terzi di queste auto elettriche siano già state vendute. Sommate alle esportazioni invendute dei mesi precedenti, significa che sono disponibili per la vendita nei mercati globali oltre 1 milione di veicoli.

Non solo, le performance del mercato e dei mezzi cinesi indurrà i produttori storici a rispondere nella competizione; dinamica già evidente in quei mercati emergenti dove le importazioni di auto cinesi sono aumentate in maniera rapida.

E il futuro?
Lo studio dell’IEA mostra che le case automobilistiche che operano principalmente nel segmento dei veicoli con motore a combustione interna rappresentano ancora circa il 98% delle vendite di auto tradizionali, ma solo circa il 55% delle vendite globali di auto elettriche. 

Per contro, le case automobilistiche cinesi si sono espanse, non solo a livello domestico, ma soprattutto nei mercati emergenti che, peraltro sono destinati a rappresentare il 60% della domanda globale di automobili nel prossimo decennio e sarà proprio il successo in questi mercati a determinare la leadership del futuro nel mercato delle auto elettriche.   

Gara che, peraltro, al momento è tutta in mano al colosso asiatico che può vantare una posizione dominante nelle batterie elettriche, nei minori costi di produzione e nelle catene di approvvigionamento integrate.

Colmare il gap di competitività si può, ancora, ma servono azioni coordinate in termini di governance, strategie politiche e industriali a partire da adeguate misure di sostegno della domanda e dell’innovazione, ma anche miglioramenti nell’efficienza produttiva e alleanze strategiche.
Sapremo rispondere adeguatamente?

 

In copertina: frontespizio del Rapporto, fonte IEA

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